MANUALE INFORMATIVO 

 

 

 


INFORMAZIONE DEI LAVORATORI SULLA

PREVENZIONE E PROTEZIONE DAI RISCHI

                                            

Il presente manuale è stato curato dal prof.Francesco Chiaravalle in qualità di R.S.P.P dell’Istituto “F.Selmi”di Modena

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

PRESENTAZIONE

 

Il presente opuscolo non ha certamente  la presunzione di costituire un manuale esaustivo sulla sicurezza, tuttavia l’estensore, l’RSPP Francesco Chiaravalle, ha voluto contestualizzare norme, comportamenti e azioni alla situazione locale dell’edificio nel quale l’intera comunità del “Selmi” opera.

Con un linguaggio verbale e iconico semplice e di facile consultazione viene pertanto offerta una informazione/formazione essenziale al fine di consentire a tutti di prendere in seria considerazione il problema della sicurezza e di assumere, conseguentemente, atteggiamenti consapevoli e responsabili.

L’informazione sulle problematiche della sicurezza concorre a perseguire il corretto esercizio del diritto alla sicurezza senza enfatizzazioni, ma in spirito di collaborazione con chi, in prima persona, si deve attivare nell’interesse di tutte le parti interessate.

Un sentito ringraziamento per il lavoro svolto dal Prof. Francesco Chiaravalle, RSPP presso l’istituto “Selmi”

 

Modena, 07/10/2006

 

Augusto Arienti – Preside  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

INFORMAZIONE, FORMAZIONE ed ADDESTRAMENTO

Il Decreto Legislativo 626 del 1994 non è la prima norma che tuteli la sicurezza dei lavoratori (le prime complete sono del 1955), ma cambia l’organizzazione, la distribuzione e l’attribuzione delle responsabilità in materia. Prima dell’entrata in vigore del D. Lgs. 626 il responsabile di tutto quello che concerneva la sicurezza era il datore di lavoro. Oggi il D.Lgs. 626 distribuisce i compiti  ed attribuisce responsabilità penali a tutti i soggetti tra cui i lavoratori stessi. Il D. Lgs. 626 impone di valutare i rischi presenti in azienda e, conseguentemente , di prendere opportune misure di prevenzione e protezione. Le prime misure da attuare devono essere rivolte alla prevenzione dei rischi al fine di evitare che situazione di pericoli si verifichino; se non è possibile eliminare il pericolo occorre proteggere i lavoratori dai rischi presenti. Questo decreto, inoltre, obbliga il datore di lavoro ad informare e formare ed addestrare i lavoratori sui rischi generali e specifici e sulle misure da attuare.

Per informare è sufficiente parlare ai lavoratori o appendere un avviso in bacheca o distribuire del materiale cartaceo; il tutto senza dovere verificare l’effetto di tale informazione e l’apprendimento da parte dei lavoratori.

La formazione, invece, si esplica  quando ci si preoccupa di formare il lavoratore ad un comportamento corretto e di controllare il raggiungimento degli obiettivi dell’apprendimento.

L’addestramento è  obbligatorio per l’utilizzo di attrezzature di lavoro pericolose, per l’utilizzo dei DPI (dispositivi di protezione individuale) o di sostanze pericolose e comunque  per le mansioni che comportino rischi per la sicurezza e la salute. Tale istruzione di tipo prevalentemente pratico deve essere basata su specifiche istruzioni anche fornite dai fabbricanti (manuali d’uso e manutenzione). Lo scopo dell’informazione destinata ai lavoratori è quello di informarli sui rischi, sui danni e sulle misure per minimizzarli.

ISTITUZIONI INTRODOTTE DAL D.LGS. 626/94

 

Tra i principali strumenti introdotti dal Decreto 626 per la gestione della sicurezza ricordiamo:

Ø      L’obbligo di istituzione, in ogni Azienda, di un servizio dedicato alla tutela della sicurezza e salute dei Lavoratori: il Servizio di Prevenzione e Protezione

Ø      La valutazione dei rischi sul lavoro.

Ø       L’individuazione e la programmazione degli interventi di prevenzione e protezione dai rischi rilevati

                                PREVENZIONE E PROTEZIONE organizzata

 

La struttura che ogni Azienda deve creare può essere rappresentata da  un “Organigramma della prevenzione”;  in esso sono riportati i soggetti che, secondo il D. Lgs. 626, sono coinvolti attivamente nella prevenzione e protezione dai rischi

          

 FIGURE CHE CONCORRONO ALLA SICUREZZA

 

·      La squadra di emergenza: un gruppo di lavoratori addestrati appositamente allo scopo di intervenire nelle situazione di emergenza (incendi, gravi calamità naturali, infortuni, ecc.) per limitare i danni alle persone, attuare i primi interventi in attesa dei soccorsi esterni.

·      Il servizio di Prevenzione e protezione (RSPP): garantisce il rispetto di tutta la normativa vigente in materia.

·      Il Medico Competente: ha il compito di verificare lo stato di salute dei lavoratori.

·      I Lavoratori eleggono un loro rappresentante per la Sicurezza, (RLS): egli ha diritto, tra l’altro, di consultare tutta la documentazione prodotta  dal SPP e di essere consultato portando le proprie osservazioni e consigli , all’interno del Servizio. Costituisce il collegamento tra i lavoratori, di cui è il portavoce,  il Datore di Lavoro ed il RSPP.

·      I Lavoratori: devono essere parte attiva nella gestione della prevenzione. Essi devono seguire tutte le disposizioni ed istruzioni impartite, utilizzando correttamente materiali, macchine, attrezzi e Dispositivi di Protezione Individuali (DPI); possono e devono segnalare eventuali problemi di sicurezza e salute al loro superiore.

 

VALUTAZIONE DEI RISCHI

 

L’operazione di valutazione dei rischi si conclude con l’elaborazione di un Documento di Valutazione dei Rischi  i cui contenuti sono così riassunti :

1.    Rischi a cui sono esposti i lavoratori a seconda delle mansioni

2.   Misure di prevenzione e protezione da adottare

3.   Il programma degli interventi da attuare

Questo  documento permette di identificare ed attuare le misure necessarie a minimizzare i rischi riducendone la frequenza (probabilità di accadimento) ed i danni, nel caso si verifichino. Periodicamente il documento va revisionato ed  aggiornato,  quando si modifichino i rischi Aziendali. Il documento è a disposizione degli addetti al SPP, del Medico Competente, e dei RLS e deve inoltre essere messo a disposizione, se richiesto,  degli Enti di Controllo

Contenuti del Documento di Valutazione dei Rischi

 

 

 

                      

 

 

 

 

OBBLIGHI DEI LAVORATORI

 

Con il Decreto Legislativo 626 il ruolo dei lavoratori diviene attivo; essi, infatti, collaborano nelle attività di prevenzione e protezione dei rischi, in particolare i lavoratori:

a) osservano le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro, dai dirigenti e dai preposti, ai fini della protezione collettiva ed individuale
b) utilizzano correttamente i macchinari, le apparecchiature, gli utensili, le sostanze e i preparati pericolosi, i mezzi di trasporto e le altre attrezzature di lavoro, nonché i dispositivi di sicurezza
c) utilizzano in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a loro disposizione
d) segnalano immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o al preposto le deficienze dei mezzi e dispositivi, nonché le altre eventuali condizioni di pericolo di cui vengono a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza, nell'ambito delle loro competenze e possibilità, per eliminare o ridurre tali deficienze o pericoli, dandone notizia al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza
e) non rimuovono o modificano senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo
f) non compiono di propria iniziativa operazioni o manovre che non sono di loro competenza ovvero che possono compromettere la sicurezza propria o di altri lavoratori
g) si sottopongono ai controlli sanitari previsti nei loro confronti
h) contribuiscono, insieme al datore di lavoro, ai dirigenti e ai preposti, all'adempimento di tutti gli obblighi imposti dall'autorità competente o comunque necessari per tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori durante il lavoro

N.B. Il mancato rispetto di tali obblighi è sanzionabile penalmente con ammende.

 

 

 

 

 

Segnaletica di Sicurezza

1.      Lo scopo della segnaletica di sicurezza è quello di attirare in modo rapido e facilmente comprensibile l'attenzione su oggetti e situazioni che possono provocare determinati pericoli

2.     La segnaletica di sicurezza non sostituisce in alcun caso le necessarie misure di protezione

3.     La segnaletica di sicurezza deve essere impiegata esclusivamente per quelle indicazioni che hanno rapporto con la sicurezza

4.     L'efficacia della segnaletica di sicurezza dipende da un'estesa e ripetuta informazione di tutte le persone per le quali la segnaletica può risultare utile

 

Colore di sicurezza

Significato o scopo

Esempi di applicazione

ROSSO

Arresto

Divieto

Segnale di arresto

Dispositivi di arresto di emergenza

Segnale di divieto

GIALLO

Attenzione!

Pericolo latente

Segnaletica di pericoli (incendio, esplosione, radiazioni, sostanze chimiche, ecc.)

Segnaletica di soglie, passaggi pericolosi, ostacoli.

VERDE

Situazione di sicurezza

Pronto soccorso

Segnaletica di passaggi e di uscite di sicurezza

Docce di soccorso

Posti di pronto soccorso di salvataggio

AZZURRO **

Segnale di prescrizione

Informazioni

Obbligo di portare un equipaggiamento individuale di sicurezza

Ubicazioni del telefono

 

 

RISCHI  NELL’AMBIENTE SCOLASTICO

 

 

 

 

 

RISCHI RIFERITI AL POSTO DI LAVORO ED ALLA MANSIONE

 

RISCHIO 

 ZONE O AULE

MANSIONI

DANNO

(***)

MISURE E DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALI 

 

 

TERMICO

(CONTATTO CON SUPERFICI  CALDE)

 

 

-CENTRALE TERMICA

-LABORATORI CHIMICI

 

 

 

 

INSEGNANTIPERSONALE ATA

STUDENTI

 

USTIONI

DI VARIO GRADO

 

INDOSSARE ADATTI INDUMENTI, GUANTI PER PROTEZIONE DAL CALORE

 

RISCHIO CHIMICO E BIOLOGICO

ESPOSIZIONE O CONTATTO CON  SOSTANZE CHIMICHE

 O MATERIALE BIOLOGICO

 

 

-laboratori di chimica,

biochimica,

scienze

 

INSEGNANTIPERSONALE ATA

STUDENTI

 

DERMATITI

FOLLICOLITI

ECZEMI

INFIAMMAZIONE ED IRRITAZIONE DELLE VIE RESPIRATORIE E DEGLI  OCCHI

 

OCCHIALI/ INDUMENTI/ GUANTI PROTETTIVI (SE NECESSARIO UTILIZZARE FACCIALI  FILTRANTI O MASCHERE)

 

ESPLOSIONE O INCENDIO

 

 

-CENTRALE TERMICA

-LABORATORI DI CHIMICA  (PRESENZA DI LIQUIDI INFIAMMABILI)

 

 

-MAGAZZINO (PRESENZA DI INCHIOSTRI, ALCOL SOSTANZE COMBUSTIBILI QUALI: CARTA, CARTONE, LEGNO, ECC.).

 

 

PERSONALE INSEGNANTE STUDENTI

PERSONALE ATA

 

 

 

 

 

 

 

 

PERSONALE ATA

 

USTIONI

ASFISSIA

MORTE

 

UTILIZZARE APPARECCHIATURE ELETTRICHE CON GRADO DI PROTEZIONE ADEGUATO. NON FUMARE E NON USARE FIAMME LIBERE, NON PROVOCARE SCINTILLE . AREARE IL LOCALE PRIMA DELLE LAVORAZIONI.

 

 

 

NON DEPOSITARE MATERIALI DAVANTI ESTINTORI IDRANTI ED USCITE  DI SICUREZZA

MANTENERE I PRODOTTI INFIAMMABILI DIVISI NEI CONTENITORI DI SICUREZZA E SE C’E’ LA NECESSITA’ DI STOCCARLI IN REPARTO UTILIZZARE GLI APPOSITI ARMADI METALLICI.

 

 

RISCHIO DI SCIVOLAMENTO E/O CADUTA

 

 

 

 

 

-IN TUTTI I LOCALI DURANTE IL LAVAGGIO DEI PAVIMENTI

 

 

 

INSEGNANTIPERSONALE ATA

STUDENTI

 

TRAUMI

FRATTURE

INVALIDITA’ PERMANENTE

MORTE

 

SEGNALAZIONE  E PRONTO ASSORBIMENTO E/O RACCOLTA DI EVENTUALI SVERSAMENTI DI SOSTANZE LIQUIDE, POLVERI ECC.

 

 

 

 

MOVIMENTAZIONE MANUALE CARICHI

 

 

-MAGAZZINO     ARCHIVIO,

SPOSTAMENTO DI BANCHI,

LAVAGNE

 

RISCHIO LIMITATO AD UNA NON CORRETTA MOVIMENTAZIONE DEI CARICHI

 

AFFEZIONI CRONICO-DEGENERATIVE DELLA COLONNA VERTEBRALE (ES: ARTROSI, LESIONI DA SFORZO, LOMBALGIA ACUTA)

ERNIA DEL DISCO

VALUTARE IL PESO DEL CARICO DA TRASPORTARE

( max 30Kg per gli uomini e 20Kg per le donne), AVVICINARE IL PESO DA TRASPORTARE AL CORPO, NON TORCERE LA SCHIENA, SE IL CARICO E’ IN BASSO PIEGARE LE GAMBE MAI LA SCHIENA

UTILIZZARE MEZZI MECCANICI DI SOLLEVAMENTO OVE POSSIBILE PER CARICHI PESANTI

 

INDOSSARE CALZATURE DI SICUREZZA.

 

 

 

 

 

 

 ELETTRICO

 

 

TUTTI   GLI AMBIENTI DOVE SONO PRESENTI IMPIANTI ELETRRICI

 

 

 

 

 

 

RISCHIO LIMITATO A

TUTTE  LE PERSONE CHE  OPERANO SU IMPIANTI

ELETTRICI

 

 

 

 

 

ELETTROCUZIONE

USTIONI

INVALIDITA’ PERMANENTE

MORTE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SONO PROIBITI I LAVORI SU PARTI IN TENSIONE

SEGNALARE E PERIMETRARE ACCESSO, PASSAGGIO E SOSTA DI CHIUNQUE IN PROSSIMITA’ DEI  LUOGHI A RISCHIO (CABINA, QUADRI O CANTIERI PER LAVORI ELETTRICI, MACCHINE CON PARTI ELETTRICHE SCOPERTE PER LAVORI DI MANUTENZIONE O PULIZIA, ECC.)

 

OBBLIGO DI SEGNALAZIONE, PROTEZIONE  E FISSAGGIO DI CAVI ELETTRICI  VOLANTI (SE A TERRA VANNO POSTI IN CANALETTA A SCHIENA D’ASINO O NASTRATI CON ADESIVO BIANCO ROSSO).

 

 

 NON USARE ACQUA PER SPEGNERE INCENDI

 

 

 

 

 

USO VIDEO TERMINALI

 

 

UFFICI

 

 

 

ADDETTI AI VIDEO-TERMINALI

 

DISTURBI

OCULO-VISIVO

DISTURBI

MUSCOLO – SCHELETRICI SINDROME DA STRESS

 

ERGONOMIA DEL POSTO DI LAVORO

CORRETTA ILLUMINAZIONE

PAUSA CON CAMBIO DI ATTIVITA’ (15 min. ogni 2 ore)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA SICUREZZA NEL LABORATORIO DIDATTICO  

Queste note pratiche presentando i rischi che si incontrano durante le esercitazioni di laboratorio e i comportamenti corretti da tenere si prefiggono lo scopo di stimolare una attitudine positiva verso la sicurezza da parte di tutti coloro che sono coinvolti in tale un momento di apprendimento. Seguire queste indicazioni servirà non solo a ridurre il rischio di incidenti ma anche a fare del laboratorio un momento di apprendimento stimolante e piacevole. Esaminiamo le differenti tipologie dei laboratori chimici che possono essere così suddivisi

 

Organigramma 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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                           RISCHI  NEI LABORATORI DIDATTICI DI CHIMICA

 

Ovviamente la nostra attenzione sarà focalizzata verso i LABORATORI DIDATTICI di Chimica dove le problematiche di SICUREZZA E IGIENE del lavoro debbono essere DEFINITE, poiché l’attività didattica deve essere programmata e quindi con precisione se ne conoscono i parametri. La figura che segue riassume le fonti di rischio  per la salute e sicurezza che un  laboratorio di chimica, anche se destinato a scopo didattico, presenta ( certamente in  numero maggiore rispetto ad un’aula).  

pericolo di incendio e/o esplosione

  pericolo di contatto con sostanze corrosive

  pericoli di intossicazione   o asfissia

 

 
 

 

 

      PER LA SICUREZZA

 
 

 

     

       PER LA SALUTE

 

pericolo d’inalazione e/o contatto con sostanze nocive che possono provocare effetti irreversibili

 
                                     

 

 

 

 

TIPOLOGIA DEI RISCHI PRESENTI NEL LABORATORIO

MECCANICO

La maggior parte dei contenitori in uso nel laboratorio è di vetro. Il vetro è un materiale fragile: in caso di rottura schegge e frammenti possono provocare ferite talvolta anche di una certa gravità.

TERMICO

Il laboratorio dispone di alcuni apparecchi riscaldanti (piastre, muffole....) che raggiungono temperature fino a 350°C. Una manipolazione superficiale di questi strumenti e dei contenitori sottoposti a riscaldamento può causare delle ustioni.

RISCHIO ELETTRICO

Gli apparecchi elettrici presenti in laboratorio sono conformi alle norme di sicurezza: non va tuttavia sottovalutato il rischio legato al loro uso. Particolare attenzione bisogna prestare quando si opera in prossimità di buoni conduttori come l’acqua o di liquidi facilmente infiammabili.

RISCHI IGIENICO-AMBIENTALI

  
Rischi dovuti ad agenti di natura fisica (rumore, vibrazioni, microclima, microonde,…).
Rischi dovuti ad agenti di natura chimica (inalazione, fumi, nebbie, polveri, contatto, ingestione di sostanze chimiche e/o biologiche "dannose",…).

RISCHI CHIMICI

 

Rischi di lesioni dovute all’utilizzo e manipolazione di sostanze chimiche. Molti reagenti e prodotti chimici che si utilizzano durante le esercitazioni in laboratorio sono PERICOLOSI, costituiscono un RISCHIO e, se manipolati senza le adeguate cautele, possono conseguentemente produrre un DANNO alle persone e alle cose.

                                                                                                   PRODOTTI CHIMICI

 

Sostanze: sono rappresentate da elementi chimici ed i loro composti allo stato naturale o ottenuti mediante lavorazioni industriali, eventualmente contenenti gli additivi necessari alla loro immissione sul mercato.

Preparati: sono rappresentati da miscugli o  soluzioni composti da due o più sostanze.

Agente chimico: tutti i prodotti chimici utilizzati durante il  lavoro anche se non potenzialmente dannosi   per la salute.


                                              

Etichettatura dei  prodotti chimici

Per assicurare un impiego in sicurezza tutti i reagenti ed i prodotti chimici potenzialmente pericolosi sono corredati da un’etichetta conforme alla direttiva CEE 67/548. Sull’etichetta potrai trovare, oltre al nome del prodotto, il tipo di pericolosità con il suo simbolo, la natura dei rischi (indicati dalla lettera R seguita da uno o più numeri) e le norme di prevenzione (indicate con la lettera S seguita da uno o più numeri). Anche le soluzioni preparate dal tuo insegnante saranno contrassegnate da un’etichetta con l’indicazione del tipo di pericolo e delle precauzioni da usare. Vediamo come si presenta  l’etichetta di uno dei reattivi in dotazione al nostro laboratorio:

 

È necessario evitare l’utilizzo di sostanze i cui recipienti non riportano una chiara indicazione del contenuto.

                                                            

 

                                                                                 L'etichetta

L'etichetta assume un ruolo importante in quanto ci da molte informazioni (sintetiche) sulle caratteristiche chimico fisiche della sostanza e/o preparato inoltre fornisce le prime indicazioni in materia di rischi potenziali della sostanza e/o prodotto.
Più esplicitamente: l'etichetta tiene conto di tutti i rischi potenziali connessi con la normale manipolazione ed utilizzazione delle sostanze nelle forme in cui esse vengono commercializzate.
L'etichetta deve fornire le seguenti informazioni in lingua italiana:
- Il nome chimico della sostanza.
- Il nome e la sede della ditta produttrice.
- I simboli di pericolo (T>X e C; C>X; E>F e O) e relativi pittogrammi.
- Le frasi di rischio (frasi R), i consigli di prudenza (frasi S).

Col procedere delle ricerche sulla pericolosità delle sostanze si aggiungono ulteriori simboli che servono a definire meglio i pericoli pur mantenendo gli stessi pittogrammi sono così stati introdotti:
(F+) estremamente infiammabili,
(T+) molto tossiche,
(N) pericolose per l'ambiente.

Allo stesso modo si sono definite altre sostanze che comportano rischi più specifici come le sostanze teratogene (dannose per lo sviluppo normale del feto) e le sostanze mutagene (dannose per lo sviluppo normale delle cellule).



 

 

Frasi di Rischio in etichetta

Sostanze pericolose per l'uomo:
R 40 possibilità di effetti irreversibili
R 45 può provocare il cancro
R 46 può provocare alterazioni genetiche ereditarie
R 47 può provocare malformazioni congenite
Sostanze pericolose per l'ambiente:
R 50 altamente tossico per organismi acquatici
R 51 tossico per organismi acquatici
R 52 nocivo per organismi acquatici
R 53 può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente acquatico
R 54 tossico per la flora
R 55 tossico per la fauna
R 56 tossico per gli organismi del terreno
R 57 tossico per le api
R 58 può provocare a lungo termine effetti negativi sull'ambiente
R 59 pericoloso per lo strato di ozono







 

Consigli di prudenza in etichetta
Anche se queste frasi vengono classificate come consigli non devono far pensare che la loro importanza sia minore; seguire questi consigli è obbligatorio.
I consigli di prudenza unitamente alle norme di comportamento, che vedremo successivamente, sono alla base della prevenzione dei rischi e fanno diminuire la probabilità che gli stessi si verifichino.
Come detto in precedenza essi sono indicati con la lettera S che normalmente si affiancano alle frasi di rischio:
S 1 conservare sotto chiave
S 2 conservare in luogo fresco
S 15 conservare dal calore
S 22 non respirare le polveri
S 24 evitare il contatto con la pelle
S 25 evitare il contatto con gli occhi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA SCHEDA DI SICUREZZA

La Scheda di Sicurezza contiene tutte le informazioni necessarie all’operatore per impiegare in modo corretto e sicuro qualsiasi sostanza chimica. Prima di utilizzare qualsiasi prodotto chimico è necessario leggere attentamente l’etichetta e la relativa scheda di sicurezza. 

Le schede di sicurezza devono contenere le seguenti informazioni:

 

1. Identificazione del preparato e della società che lo produce

2. Composizione - informazione sugli ingredienti

3. Identificazione dei pericoli

4. Misure di primo soccorso

5. Misure antincendio

6. Misure in caso di fuoriuscita accidentale

7. Manipolazione e stoccaggio

8. Controllo dell’esposizione / protezione individuale

9. Proprietà fisico-chimiche

10. Stabilità e reattività

11. Informazioni tossicologiche

12. Informazioni ecologiche

13. Considerazioni sullo smaltimento

14. Informazioni sul trasporto

15. Informazioni sulla regolamentazione

16. Altre informazioni

 

Simbologia di pericolo: Pittogrammi

E questo è l’elenco dei simboli con relative sigle e spiegazioni che potrai trovare sui flaconi dei reagenti durante le attività di laboratorio.

Altamente tossico

Pericolo:sostanze molto pericolose per la salute, per inalazione, ingestione o contatto con la pelle, e che possono causare la morte. Possibilità di effetti irreversibili da esposizioni occasionali, ripetute o prolungate.

Precauzioni: Evitare qualsiasi contatto e consultare immediatamente un medico in caso di malessere.

Estremamente infiammabile

Pericolo: 1. Liquidi con punto di infiammabilità inferiore a 0°C e con punto di ebollizione/punto di inizio di ebollizione non superiore a 35 °C.

Precauzioni: Conservare lontano da qualsiasi fonte di accensione.

Pericolo: 2.Sostanze gassose infiammabili a contatto con l’aria a temperatura ambiente e pressione atmosferica.

Precauzioni: Evitare la formazione di miscele aria-gas infiammabili e tenere lontano da fonti di accensione.

Tossico :

qualsiasi sostanza chimica o materiale che sia stato provato causare danni acuti o cronici all’organismo

 

Facilmente infiammabile:

Pericolo: 1. Sostanze autoinfiammabili.

Prodotti chimici infiammabili all’aria.

Precauzioni: Conservare lontano da qualsiasi fonte di accensione.

Pericolo: 2. Sostanze sensibili all’umidità.

Prodotti chimici che a contatto con l’acqua formano rapidamente gas infiammabili.

Precauzioni: Evitare il contatto con umidità o acqua.

Pericolo: 3.Liquidi con punto di infiammabilità inferiore a 21°C.

Precauzioni: tenere lontano da fiamme libere, sorgenti di calore e scintille.

Pericolo: 4. Sostanze solide che si infiammano facilmente dopo breve contatto con una fonte di accensione.

Precauzioni: Evitare qualunque contatto con fonti di accensioni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nocivo:

Pericolo. Nocivo per inalazione, ingestione o contatto con la pelle. Possibilità di effetti irreversibili da esposizioni occasionali, ripetute o prolungate.

Precauzioni: Non respirare i vapori ed evitare il contatto, inclusa inalazione di vapori, e in caso di malessere consultare il medico.

Comburente :

Pericolo: Sostanze ossidanti che possono infiammare materiale combustibile o alimentare incendi già in atto, rendendo più difficili le operazioni di spegnimento.

Precauzioni: Tenere lontano da materiale combustibile.

Corrosivo :

Pericolo: Prodotti chimici che per contatto distruggono sia tessuti  viventi sia attrezzature.

Precauzioni: Non respirare i vapori e evitare il contatto con pelle, occhi  e indumenti.

Esplosivo :

Pericolo: Questo simbolo indica prodotti che possono esplodere in determinate condizioni.

Precauzioni: Evitare urti, attriti, scintille, calore.

Irritante:

Pericolo: Questo simbolo indica sostanze che possono avere effetto irritante per pelle, occhi e apparato respiratorio.

Precauzioni: Non respirare i vapori ed evitare il contatto con pelle e occhi.

Pericoloso per l’ambiente:

Pericolo: Sostanze nocive per l’ambiente acquatico (organismi acquatici, acque) e per l’ambiente terrestre (fauna, flora, atmosfera), o che a lungo termine hanno effetto dannoso.

Precauzioni: Non disperdere nell’ambiente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

RICORDATI DI:

1.       Non miscelare prodotti chimici diversi, se non espressamente richiesto dalle procedure scritte

2.     Mantenere separati gli Acidi e le Basi

3.     Mantenere gli infiammabili separati dagli altri prodotti e lontano da possibili fonti di innesco (calore, scintille; ecc…)

4.     Qualora liquidi e solidi siano depositati nello stesso armadio i liquidi devono essere posti in basso

 

 

 

                                               

 

                               

                                                     GLI INCIDENTI  in laboratorio- procedure per la limitazione del danno.

 L’incidente in ambito lavorativo è un evento sempre possibile, per questo motivo bisogna evitare reazioni non corrette che peggiorano la situazione.

Occorre invece:

o        Mantenere la calma;

o        Avvisare i propri superiori e i collaboratori di ciò che è accaduto;

o        Adottare le procedure previste elaborate dai Dirigenti Responsabili.

 

 

Per evitare reazioni istintive errate ti diamo alcune indicazioni sul comportamento da seguire

Cosa fare se ............... ....... le mani entrano in contatto diretto con i reattivi?

v     Sciacquare subito con acqua abbondante ed avvisare l’insegnante. Togliere eventuali indumenti contaminati.

Cosa fare se....... ci si scotta con una piastra riscaldante o con un contenitore caldo?

v     Sciacquare subito con acqua fredda e chiamare l’insegnante che presterà le cure adeguate

Cosa fare se ........ gli occhi entrano in contatto con i reattivi?

v     Chiamare subito l’insegnante che provvederà ad irrorarli immediatamente con il lavaocchi per 15 minuti, mantenendo le palpebre aperte durante il lavaggio.

Cosa fare se........ si rovesciano reagenti sul piano di lavoro?

v     Tamponare con carta assorbente utilizzando guanti idonei.

Cosa fare   ........ in caso di incendio?

v     Staccare la corrente agendo sugli interruttori generali.

Cosa fare se ........ si rompe un contenitore di vetro?

v     La vetreria rotta non deve mai essere raccolta con le mani nude, ma con guanti scopino e paletta.

Pertanto, non appena si verifica un incidente, anche se piccolo, AVVISA SEMPRE L’INSEGNANTE, che prenderà i provvedimenti più adeguati.

 

 

 

In laboratorio

          NON si deve correre

          NON si deve ingombrare con gli zaini lo spazio intorno ai banconi di lavoro o in prossimità delle uscite

          NON si devono eseguire esperienze diverse da quelle indicate dall’insegnante.

          NON si deve mangiare                                                                                                

          NON si deve fumare

          BISOGNA mantenere sempre pulito e ordinato il piano di lavoro

          NON abbandonare la postazione di lavoro durante lo svolgimento dell’esperienza.

          USARE adeguati indumenti di protezione indicati dall’insegnante.

Per eliminare i rifiuti in laboratorio osservare le seguenti regole:

          ◊ Gettare plastica, vetreria e carta negli appositi contenitori. Tutto ciò che non è differenziabile deve essere gettato nei contenitori che trovi sotto ogni bancone

          NON rimettere i prodotti non utilizzati nei recipienti di provenienza

          ◊ Scaricare le soluzioni nel lavandino facendo scorrere molta acqua e solo su autorizzazione del docente

 

 

 

 

NELL’USARE SOSTANZE CHIMICHE

          PRIMA DI USARE UN REAGENTE LEGGI BENE L’ETICHETTA

          NON toccare con le mani: preleva i reagenti solidi con spatole o cucchiaini.

          NON maneggiare recipienti di grosse dimensioni, soprattutto se contenenti acidi e basi concentrati.

          NON aprire più di un contenitore alla volta e fare attenzione a non scambiare i tappi dei vari recipienti.

          NON utilizzare mai la bocca per aspirare liquidi con una pipetta: utilizza un contagocce oppure pipette munite di aspiratore

          NON aggiungere mai acqua ad un acido, ma aggiungi lentamente l’acido all’acqua

          NON usare acidi e basi concentrate: l’insegnante predisporrà soluzioni opportunamente diluite.

          NON annusare né assaggiare con la bocca le sostanze utilizzate

                                                         

NEL RISCALDARE UNA SOSTANZA

          ◊ Mentre si riscalda una sostanza evita di rivolgere l’apertura della provetta verso il tuo viso o quello dei vicini.

          ◊ Quando devi scaldare un recipiente usa le apposite pinze per evitare scottature.

          NON operare MAI con materiali infiammabili come alcol e carta, vicino a un Bunsen acceso

          NON riscaldare mai sostanze infiammabili alla fiamma.

          ◊ Ogni volta che si adopera il becco Bunsen bisogna controllare che i rubinetti del gas vengano richiusi

          NON aprire il rubinetto lasciando uscire il gas incombusto, né accendere il gas direttamente dai rubinetti

          NON lasciare mai il posto di lavoro mentre stai scaldando una sostanza.

          ◊ Se lavori vicino a una fiamma, i capelli lunghi devono essere raccolti con un elastico

 

QUANDO SI USANO APPARECCHI ELETTRICI

          ◊ Controlla che gli apparecchi siano spenti quando si inserisce la spina nella presa elettrica e che il piano di lavoro e le mani siano asciutti.

          ◊ Nel collegare l’apparecchio disporre il cavo in modo che non intralci il lavoro

          ◊ Spegnere gli apparecchi alla fine del lavoro.

          ◊ Prestare particolare attenzione quando usi apparecchi elettrici in prossimità di liquidi conduttori (acqua) o facilmente  infiammabili (alcool)

 

NEL MANEGGIARE LA VETRERIA

          ◊ Nel manipolare la vetreria verificare che non vi siano incrinature: scartare i recipienti danneggiati anche lievemente

          NON forzare mai un tubo di vetro o un termometro che fanno fatica a entrare o uscire da un tappo forato. Usa l’apposito lubrificante.

          NON esporre mai la vetreria direttamente sulla fiamma, ma interporre sempre una reticella

          NON afferrare mai con le mani la vetreria calda, ma usare sempre le apposite pinze.

          EVITARE il contatto della vetreria calda con corpi freddi ( potrebbe rompersi), ma lasciala raffreddare lentamente .

                                                              

 

 

  

                     

I Dispositivi di Protezione Individuale: D.P.I.

 

Servono a proteggere da situazioni potenzialmente dannose per la salute come versarsi liquidi pericolosi sulle mani, il viso il corpo o respirare vapori tossici.

 

Protezione mani

guanti (di diversa tipologia a seconda della lavorazione da effettuare)

Protezione occhi

occhiali protettivi

Protezione viso

calotta e visiera in policarbonato

Protezione corpo

grembiule antiacido,  camice monouso

Protezione vie respiratorie

maschera facciale filtrante (di diversa tipologia a seconda della lavorazione da effettuare), maschera pieno facciale con filtri universali

 

N.B. Gli occhiali da vista NON proteggono adeguatamente gli occhi: occorre indossare gli occhiali protettivi sopra quelli da vista.

 

 

 

NORME DI COMPORTAMENTO

 

La mancanza di informazioni e la disattenzione sono le cause principali degli incidenti che si verificano nei laboratori chimici. E’ opportuno richiamare l’attenzione sull’importanza di questo aspetto espressamente previsto dal decreto legge 626/94.
Diritto del docente
Il diritto è dato dalla libertà di scelta sul tipo di esercitazione che intende effettuare e di avere una struttura adatta alla esecuzione della sua attività di laboratorio; è bene ricordare che il docente dovrà valutare la fattibilità dell’esercitazione a priori e, qualora le difficoltà siano di difficile soluzione nell’immediato, essere disponibile alla sostituzione dell’esercitazione.
Dovere del docente
Il dovere esplicito del docente è quello di dare informazioni agli studenti sulle operazioni che si svolgono in laboratorio e sulle norme specifiche di sicurezza relative alle esercitazioni che si svolgeranno e i rischi ad esse connessi.
Diritti dello studente
Ha il diritto di essere informato sui rischi e sulle norme di sicurezza e comportamento intrinseci del laboratorio. Inoltre deve essere messo a conoscenza dei mezzi e delle misure di protezione individuali attivate nei laboratori ed in generale nella struttura scolastica.
Doveri dello studente
Lo studente ha il dovere di informarsi sui rischi e l’obbligo di ottemperare alle norme di sicurezza previste e a tutte le norme di comportamento.

 

 

                        

 

 

LA PREVENZIONE NELL’ISTITUTO SELMI

In caso di emergenza generalizzata

1.      Siamo in classe e stiamo assistendo alla lezione

2.    All'improvviso si sentono una serie di  squilli di campanella.

3.    E' il SEGNALE D'ALLARME: ci avvisa che dobbiamo uscire immediatamente perchè potrebbe esserci un incendio nell'edificio

4.    Abbandoniamo subito l'attività ed usciamo in modo ordinato dall'aula seguendo la nostra insegnante.

5.    Ci mettiamo in fila indiana e seguendo il percorso preventivamente programmato raggiungiamo le uscite di sicurezza le scale di emergenza ed usciamo .

6.    Raggiungiamo i punti di raccolta

SEGNALETICA DI EMERGENZA

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In caso di emergenza terremoto:

1.  Durante una scossa di terremoto, gli alunni si riparano sotto il banco in attesa che cessi. Questo comportamento serve per evitare il rischio di essere colpiti da calcinacci, lampadari...che cadono

2.  Cessata la scossa, gli alunni usciranno dall'aula, al seguito dei compagni apri-fila, in fila indiana e tenendosi per mano, o ciascuno appoggiando la mano sulla spalla del compagno che ha davanti. Un tale comportamento, oltre ad impedire che eventuali alunni spaventati possano prendere la direzione sbagliata o mettersi a correre, contribuisce ad infondere coraggio

3.    Gli alunni scendono ordinatamente le scale

4.    Gli alunni escono dall'edificio scolastico seguendo il percorso preventivamente programmato

5.    Una volta all'esterno dell'edificio, ci si reca nel punto di raccolta, in precedenza stabilito: lontano da alberi, edifici, pali...

 

    

                                    

                                    

 

                                 

 

                                    

                                             IN CASO DI INCENDIO

 

 

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Ø     Mantenere la calma

Ø     Se l'incendio si è sviluppato in classe (o in altro ambiente), uscire chiudendo la porta.

Ø     Se l'incendio è in un altro ambiente e il fumo rende impraticabile le scale e i corridoi chiudere bene le porte e cercare di sigillare le fessure con panni possibilmente bagnati.

Ø     Aprire le finestre e chiedere soccorso

Ø     Se il fumo rende difficile la respirazione, filtrare l'aria attraverso un fazzoletto, (meglio se bagnato), sdraiarsi sul pavimento (il fumo tende a salire verso l'alto).

Ø     Se disponibili, utilizzare gli estintori.

GLI ESTINTORI

Sono mezzi di pronto intervento per la tempestiva estinzione dei principi di incendio. Sono costituiti da un robusto recipiente metallico contenente la sostanza estinguente che viene lanciata contro il fuoco, attraverso un dispositivi d'erogazione, dalla spinta esercitata da un gas propellente in pressione. Il tipo più comune di estintori è quello a "polvere". Esso contiene un miscuglio di polveri (bicarbonato di sodio, polvere di marmo e terra di infusori, terra di tripoli o altre), che conserverà per 5 anni la capacità di spegnimento.

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LA  PREVENZIONE NEI LABORATORI DEL SELMI

 


                                                                                               

 

       USO DI CAPPE CHIMICHE                                            REAGENTI CHIMICI NEGLI ARMADI

 

 

 

   

 

 

 

                  

                    

 

STOCCAGGIO GAS TECNICI                              IMPIANTO ELETTRICO TIPO ANTIDEFLAGRANTE

         

                                                                                                              

 

                                                                          

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

USCITE DI EMERGENZA                      COMPARTIMENTAZIONE (PORTE REI 90)

         

                 

            

 

 

 

 

 

 

 

CARTELLONISTICA

 

 

                        

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                         

 

        COPERTA ANTIFIAMME                                              LAVAOCCHI