
INFORMAZIONE
DEI LAVORATORI SULLA
PREVENZIONE
E PROTEZIONE DAI RISCHI
PRESENTAZIONE
Il presente opuscolo non ha certamente la presunzione di costituire un manuale
esaustivo sulla sicurezza, tuttavia l’estensore, l’RSPP Francesco Chiaravalle,
ha voluto contestualizzare norme, comportamenti e azioni alla situazione locale
dell’edificio nel quale l’intera comunità del “Selmi” opera.
Con un linguaggio verbale e iconico semplice e di
facile consultazione viene pertanto offerta una informazione/formazione
essenziale al fine di consentire a tutti di prendere in seria considerazione il
problema della sicurezza e di assumere, conseguentemente, atteggiamenti
consapevoli e responsabili.
L’informazione sulle problematiche della sicurezza
concorre a perseguire il corretto esercizio del diritto alla sicurezza senza
enfatizzazioni, ma in spirito di collaborazione con chi, in prima persona, si
deve attivare nell’interesse di tutte le parti interessate.
Un sentito ringraziamento per il lavoro svolto dal
Prof. Francesco Chiaravalle, RSPP presso l’istituto “Selmi”
Modena, 07/10/2006
Augusto Arienti – Preside
Il Decreto Legislativo 626 del
1994 non è la prima norma che tuteli la sicurezza dei lavoratori (le prime
complete sono del 1955), ma cambia l’organizzazione, la distribuzione e
l’attribuzione delle responsabilità in materia. Prima dell’entrata in vigore
del D. Lgs. 626 il responsabile di
tutto quello che concerneva la sicurezza era il datore di lavoro. Oggi il D.Lgs. 626 distribuisce i compiti ed attribuisce responsabilità penali a tutti
i soggetti tra cui i lavoratori stessi. Il
D. Lgs. 626 impone di valutare i rischi presenti in azienda e,
conseguentemente , di prendere opportune misure di prevenzione e protezione. Le
prime misure da attuare devono essere rivolte alla prevenzione dei rischi al fine di evitare che situazione di
pericoli si verifichino; se non è possibile eliminare il pericolo occorre proteggere i lavoratori dai
rischi presenti. Questo decreto, inoltre, obbliga il datore di lavoro ad
informare e formare ed addestrare i lavoratori sui rischi generali e specifici
e sulle misure da attuare.
Per informare è sufficiente parlare ai lavoratori o appendere un
avviso in bacheca o distribuire del materiale cartaceo; il tutto senza dovere
verificare l’effetto di tale informazione e l’apprendimento da parte dei
lavoratori.
La formazione, invece, si esplica quando ci si preoccupa di formare il
lavoratore ad un comportamento corretto e di controllare il raggiungimento
degli obiettivi dell’apprendimento.
L’addestramento è
obbligatorio per l’utilizzo di attrezzature di lavoro pericolose, per
l’utilizzo dei DPI (dispositivi di protezione individuale) o di sostanze
pericolose e comunque per le mansioni
che comportino rischi per la sicurezza e la salute. Tale istruzione di tipo
prevalentemente pratico deve essere basata su specifiche istruzioni anche
fornite dai fabbricanti (manuali d’uso e manutenzione). Lo scopo
dell’informazione destinata ai lavoratori è quello di informarli sui rischi,
sui danni e sulle misure per minimizzarli.
Tra i principali
strumenti introdotti dal Decreto 626 per la gestione della sicurezza ricordiamo:
Ø
L’obbligo di istituzione, in ogni Azienda,
di un servizio dedicato alla tutela della sicurezza e salute dei Lavoratori: il
Servizio di Prevenzione e Protezione
Ø
La valutazione dei rischi sul lavoro.
Ø
L’individuazione e la programmazione degli
interventi di prevenzione e protezione dai rischi rilevati
La struttura che ogni
Azienda deve creare può essere rappresentata da un “Organigramma
della prevenzione”; in esso sono
riportati i soggetti che, secondo il D. Lgs. 626, sono coinvolti attivamente
nella prevenzione e protezione dai rischi

FIGURE CHE CONCORRONO ALLA SICUREZZA
·
La
squadra di emergenza: un gruppo di
lavoratori addestrati appositamente allo scopo di intervenire nelle situazione
di emergenza (incendi, gravi calamità naturali, infortuni, ecc.) per limitare i
danni alle persone, attuare i primi interventi in attesa dei soccorsi esterni.
·
Il
servizio di Prevenzione e protezione
(RSPP): garantisce il rispetto di tutta la normativa vigente in materia.
·
Il
Medico Competente: ha il compito di
verificare lo stato di salute dei lavoratori.
·
I
Lavoratori eleggono un loro
rappresentante per
·
I
Lavoratori: devono essere parte
attiva nella gestione della prevenzione. Essi devono seguire tutte le
disposizioni ed istruzioni impartite, utilizzando correttamente materiali, macchine,
attrezzi e Dispositivi di Protezione Individuali (DPI); possono e devono
segnalare eventuali problemi di sicurezza e salute al loro superiore.
VALUTAZIONE
DEI RISCHI
L’operazione di valutazione dei rischi si conclude
con l’elaborazione di un Documento di Valutazione dei Rischi i cui contenuti sono così riassunti :
1. Rischi a cui sono esposti
i lavoratori a seconda delle mansioni
2. Misure di prevenzione e
protezione da adottare
3. Il programma degli
interventi da attuare
Questo
documento permette di identificare ed attuare le misure necessarie a
minimizzare i rischi riducendone la frequenza (probabilità di accadimento) ed i
danni, nel caso si verifichino. Periodicamente il documento va revisionato
ed aggiornato, quando si modifichino i rischi Aziendali. Il
documento è a disposizione degli addetti
al SPP, del Medico Competente, e
dei RLS e deve inoltre essere messo
a disposizione, se richiesto, degli Enti
di Controllo
Contenuti
del Documento di Valutazione dei Rischi

OBBLIGHI DEI
LAVORATORI
Con il Decreto Legislativo 626 il ruolo dei
lavoratori diviene attivo; essi, infatti, collaborano nelle attività di
prevenzione e protezione dei rischi, in particolare i lavoratori:
a)
osservano le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro, dai
dirigenti e dai preposti, ai fini della protezione collettiva ed individuale
b) utilizzano correttamente i macchinari, le apparecchiature, gli utensili, le
sostanze e i preparati pericolosi, i mezzi di trasporto e le altre attrezzature
di lavoro, nonché i dispositivi di sicurezza
c) utilizzano in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a loro
disposizione
d) segnalano immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o al preposto le
deficienze dei mezzi e dispositivi, nonché le altre eventuali condizioni di
pericolo di cui vengono a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di
urgenza, nell'ambito delle loro competenze e possibilità, per eliminare o
ridurre tali deficienze o pericoli, dandone notizia al rappresentante dei
lavoratori per la sicurezza
e) non rimuovono o modificano senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza o
di segnalazione o di controllo
f) non compiono di propria iniziativa operazioni o manovre che non sono di loro
competenza ovvero che possono compromettere la sicurezza propria o di altri
lavoratori
g) si sottopongono ai controlli sanitari previsti nei loro confronti
h) contribuiscono, insieme al datore di lavoro, ai dirigenti e ai preposti,
all'adempimento di tutti gli obblighi imposti dall'autorità competente o
comunque necessari per tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori durante
il lavoro
N.B.
Il mancato rispetto di tali obblighi è sanzionabile penalmente con ammende.
Segnaletica di Sicurezza
1.
Lo
scopo della segnaletica di sicurezza è quello di attirare in modo rapido e
facilmente comprensibile l'attenzione su oggetti e situazioni che possono
provocare determinati pericoli
2.
La
segnaletica di sicurezza non sostituisce in alcun caso le necessarie misure di
protezione
3.
La
segnaletica di sicurezza deve essere impiegata esclusivamente per quelle
indicazioni che hanno rapporto con la sicurezza
4.
L'efficacia
della segnaletica di sicurezza dipende da un'estesa e ripetuta informazione di
tutte le persone per le quali la segnaletica può risultare utile
|
Colore di sicurezza |
Significato
o scopo |
Esempi
di applicazione |
|
ROSSO |
Arresto Divieto |
Segnale di arresto Dispositivi di arresto di emergenza Segnale di divieto |
|
GIALLO |
Attenzione! Pericolo latente |
Segnaletica di pericoli (incendio,
esplosione, radiazioni, sostanze chimiche, ecc.) Segnaletica di soglie, passaggi
pericolosi, ostacoli. |
|
VERDE |
Situazione di sicurezza Pronto soccorso |
Segnaletica di passaggi e di uscite di
sicurezza Docce di soccorso Posti di pronto soccorso di salvataggio |
|
AZZURRO ** |
Segnale di prescrizione Informazioni |
Obbligo di portare un
equipaggiamento individuale di sicurezza Ubicazioni del telefono |
RISCHI NELL’AMBIENTE
SCOLASTICO

RISCHI
RIFERITI AL POSTO DI LAVORO ED ALLA MANSIONE
|
RISCHIO |
ZONE O AULE |
MANSIONI |
DANNO (***) |
MISURE
E DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALI
|
|
TERMICO (CONTATTO
CON SUPERFICI CALDE)
|
-CENTRALE TERMICA -LABORATORI CHIMICI |
INSEGNANTIPERSONALE
ATA STUDENTI |
USTIONI DI
VARIO GRADO |
INDOSSARE
ADATTI INDUMENTI, GUANTI PER PROTEZIONE DAL CALORE
|
|
RISCHIO
CHIMICO E BIOLOGICO ESPOSIZIONE
O CONTATTO CON SOSTANZE CHIMICHE O MATERIALE BIOLOGICO
|
-laboratori di
chimica, biochimica, scienze |
INSEGNANTIPERSONALE
ATA STUDENTI |
DERMATITI
FOLLICOLITI ECZEMI INFIAMMAZIONE
ED IRRITAZIONE DELLE VIE RESPIRATORIE E DEGLI
OCCHI |
OCCHIALI/
INDUMENTI/ GUANTI PROTETTIVI (SE NECESSARIO UTILIZZARE FACCIALI FILTRANTI O MASCHERE)
|
|
ESPLOSIONE
O INCENDIO
|
-CENTRALE TERMICA -LABORATORI DI CHIMICA (PRESENZA DI LIQUIDI INFIAMMABILI) -MAGAZZINO (PRESENZA DI INCHIOSTRI, ALCOL
SOSTANZE COMBUSTIBILI QUALI: CARTA, CARTONE, LEGNO, ECC.). |
PERSONALE
INSEGNANTE STUDENTI PERSONALE
ATA PERSONALE
ATA |
USTIONI ASFISSIA
MORTE |
UTILIZZARE APPARECCHIATURE ELETTRICHE CON
GRADO DI PROTEZIONE ADEGUATO. NON FUMARE E NON USARE FIAMME LIBERE, NON
PROVOCARE SCINTILLE . AREARE IL LOCALE PRIMA DELLE LAVORAZIONI.
NON DEPOSITARE MATERIALI DAVANTI
ESTINTORI IDRANTI ED USCITE DI
SICUREZZA MANTENERE I PRODOTTI INFIAMMABILI DIVISI
NEI CONTENITORI DI SICUREZZA E SE C’E’
|
|
RISCHIO
DI SCIVOLAMENTO E/O CADUTA
|
-IN TUTTI I LOCALI DURANTE IL LAVAGGIO
DEI PAVIMENTI |
INSEGNANTIPERSONALE
ATA STUDENTI |
TRAUMI FRATTURE INVALIDITA’
PERMANENTE MORTE |
SEGNALAZIONE E PRONTO ASSORBIMENTO E/O RACCOLTA DI
EVENTUALI SVERSAMENTI DI SOSTANZE LIQUIDE, POLVERI ECC. |
|
MOVIMENTAZIONE
MANUALE CARICHI
|
-MAGAZZINO ARCHIVIO, SPOSTAMENTO DI BANCHI, LAVAGNE |
RISCHIO
LIMITATO AD UNA NON CORRETTA MOVIMENTAZIONE DEI CARICHI |
AFFEZIONI CRONICO-DEGENERATIVE DELLA
COLONNA VERTEBRALE (ES: ARTROSI, LESIONI DA SFORZO, LOMBALGIA ACUTA) ERNIA DEL DISCO |
VALUTARE
IL PESO DEL CARICO DA TRASPORTARE (
max 30Kg per gli uomini e 20Kg per le donne), AVVICINARE IL PESO DA
TRASPORTARE AL CORPO, NON TORCERE
|
|
ELETTRICO
|
TUTTI
GLI AMBIENTI DOVE SONO PRESENTI IMPIANTI ELETRRICI |
RISCHIO
LIMITATO A TUTTE LE PERSONE CHE OPERANO SU IMPIANTI ELETTRICI
|
ELETTROCUZIONE USTIONI INVALIDITA’
PERMANENTE MORTE |
SONO PROIBITI I LAVORI SU PARTI IN
TENSIONE
SEGNALARE E PERIMETRARE ACCESSO,
PASSAGGIO E SOSTA DI CHIUNQUE IN PROSSIMITA’ DEI LUOGHI A RISCHIO (CABINA, QUADRI O CANTIERI
PER LAVORI ELETTRICI, MACCHINE CON PARTI ELETTRICHE SCOPERTE PER LAVORI DI
MANUTENZIONE O PULIZIA, ECC.) OBBLIGO DI SEGNALAZIONE, PROTEZIONE E FISSAGGIO DI CAVI ELETTRICI VOLANTI (SE A TERRA VANNO POSTI IN CANALETTA
A SCHIENA D’ASINO O NASTRATI CON ADESIVO BIANCO ROSSO).
|
|
USO
VIDEO TERMINALI
|
UFFICI |
ADDETTI
AI VIDEO-TERMINALI |
DISTURBI
OCULO-VISIVO DISTURBI MUSCOLO
– SCHELETRICI SINDROME DA STRESS |
ERGONOMIA
DEL POSTO DI LAVORO CORRETTA
ILLUMINAZIONE PAUSA
CON CAMBIO DI ATTIVITA’ (15 min. ogni 2 ore)
|
Queste note pratiche presentando i rischi che si
incontrano durante le esercitazioni di laboratorio e i comportamenti corretti
da tenere si prefiggono lo scopo di stimolare una attitudine positiva verso la
sicurezza da parte di tutti coloro che sono coinvolti in tale un momento di
apprendimento. Seguire queste indicazioni servirà non solo a
ridurre il rischio di incidenti ma anche a fare del laboratorio un momento di
apprendimento stimolante e piacevole. Esaminiamo le differenti tipologie dei
laboratori chimici che possono essere così suddivisi
.
RISCHI NEI LABORATORI DIDATTICI DI CHIMICA
Ovviamente la nostra
attenzione sarà focalizzata verso i LABORATORI DIDATTICI di Chimica dove le
problematiche di SICUREZZA E IGIENE del lavoro debbono essere DEFINITE, poiché
l’attività didattica deve essere programmata e quindi con precisione se ne
conoscono i parametri. La figura che segue riassume le
fonti di rischio per la salute e
sicurezza che un laboratorio di chimica,
anche se destinato a scopo didattico, presenta ( certamente in numero maggiore rispetto ad un’aula).
• pericolo di incendio e/o
esplosione • pericolo di contatto con sostanze
corrosive •
pericoli di intossicazione o
asfissia
► PER
► PER • pericolo
d’inalazione e/o contatto con sostanze nocive che possono provocare effetti
irreversibili

TIPOLOGIA DEI
RISCHI PRESENTI NEL LABORATORIO
MECCANICO
La maggior parte dei contenitori in uso nel laboratorio è di
vetro. Il vetro è un materiale fragile: in caso di rottura schegge e frammenti
possono provocare ferite talvolta anche di una certa gravità.
TERMICO
Il laboratorio dispone di alcuni apparecchi riscaldanti (piastre,
muffole....) che raggiungono temperature fino a
RISCHIO ELETTRICO
Gli apparecchi elettrici presenti in laboratorio sono conformi
alle norme di sicurezza: non va tuttavia sottovalutato il rischio legato al
loro uso. Particolare attenzione bisogna prestare quando si opera in prossimità
di buoni conduttori come l’acqua o di liquidi facilmente infiammabili.
RISCHI IGIENICO-AMBIENTALI
Rischi dovuti ad
agenti di natura fisica (rumore, vibrazioni, microclima, microonde,…).
Rischi dovuti ad agenti di natura chimica (inalazione, fumi, nebbie, polveri,
contatto, ingestione di sostanze chimiche e/o biologiche
"dannose",…).
RISCHI CHIMICI
Rischi
di lesioni dovute all’utilizzo e manipolazione di sostanze chimiche. Molti
reagenti e prodotti chimici che si utilizzano durante le esercitazioni in
laboratorio sono PERICOLOSI, costituiscono un RISCHIO e, se manipolati senza le
adeguate cautele, possono conseguentemente produrre un DANNO alle persone e
alle cose.
PRODOTTI CHIMICI
Sostanze: sono rappresentate da
elementi chimici ed i loro composti allo stato naturale o ottenuti mediante
lavorazioni industriali, eventualmente contenenti gli additivi necessari alla
loro immissione sul mercato.
Preparati: sono rappresentati da
miscugli o soluzioni composti da due o
più sostanze.
Agente chimico: tutti i prodotti chimici
utilizzati durante il lavoro anche se
non potenzialmente dannosi per la salute.

Etichettatura dei prodotti chimici
Per
assicurare un impiego in sicurezza tutti i reagenti ed i prodotti chimici
potenzialmente pericolosi sono corredati da un’etichetta conforme alla
direttiva CEE 67/548. Sull’etichetta potrai trovare, oltre al nome del
prodotto, il tipo di pericolosità con il suo simbolo, la natura dei rischi
(indicati dalla lettera R seguita da uno o più numeri) e le norme di
prevenzione (indicate con la lettera S seguita da uno o più numeri). Anche le
soluzioni preparate dal tuo insegnante saranno contrassegnate da un’etichetta
con l’indicazione del tipo di pericolo e delle precauzioni da usare. Vediamo
come si presenta l’etichetta di uno dei
reattivi in dotazione al nostro laboratorio:

È necessario evitare l’utilizzo di sostanze i cui recipienti non
riportano una chiara indicazione del contenuto.
L'etichetta
L'etichetta
assume un ruolo importante in quanto ci da molte informazioni (sintetiche)
sulle caratteristiche chimico fisiche della sostanza e/o preparato inoltre
fornisce le prime indicazioni in materia di rischi potenziali della sostanza e/o
prodotto.
Più esplicitamente: l'etichetta tiene conto di tutti i rischi potenziali
connessi con la normale manipolazione ed utilizzazione delle sostanze nelle
forme in cui esse vengono commercializzate.
L'etichetta deve fornire le seguenti informazioni in lingua italiana:
- Il nome chimico della sostanza.
- Il nome e la sede della ditta produttrice.
- I simboli di pericolo (T>X e C; C>X; E>F e O) e relativi
pittogrammi.
- Le frasi di rischio (frasi R), i consigli di prudenza (frasi S).
Col procedere delle ricerche sulla pericolosità delle sostanze si aggiungono
ulteriori simboli che servono a definire meglio i pericoli pur mantenendo gli
stessi pittogrammi sono così stati introdotti:
(F+) estremamente infiammabili,
(T+) molto tossiche,
(N) pericolose per l'ambiente.
Allo stesso modo si sono definite altre sostanze che comportano rischi più
specifici come le sostanze teratogene (dannose per lo sviluppo normale del
feto) e le sostanze mutagene (dannose per lo sviluppo normale delle cellule).
Frasi di Rischio in etichetta
Sostanze pericolose per l'uomo:
R 40 possibilità di effetti irreversibili
R 45 può provocare il cancro
R 46 può provocare alterazioni genetiche ereditarie
R 47 può provocare malformazioni congenite
Sostanze pericolose per l'ambiente:
R 50 altamente tossico per organismi acquatici
R 51 tossico per organismi acquatici
R 52 nocivo per organismi acquatici
R 53 può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente acquatico
R 54 tossico per la flora
R 55 tossico per la fauna
R 56 tossico per gli organismi del terreno
R 57 tossico per le api
R 58 può provocare a lungo termine effetti negativi sull'ambiente
R 59 pericoloso per lo strato di ozono
Consigli di prudenza in
etichetta
Anche se queste frasi vengono classificate come consigli non devono far pensare
che la loro importanza sia minore; seguire questi consigli è obbligatorio.
I consigli di prudenza unitamente alle norme di comportamento, che vedremo
successivamente, sono alla base della prevenzione dei rischi e fanno diminuire
la probabilità che gli stessi si verifichino.
Come detto in precedenza essi sono indicati con la lettera S che normalmente si
affiancano alle frasi di rischio:
S 1 conservare sotto chiave
S 2 conservare in luogo fresco
S 15 conservare dal calore
S 22 non respirare le polveri
S 24 evitare il contatto con la pelle
S 25 evitare il contatto con gli occhi
Le schede di sicurezza
devono contenere le seguenti informazioni:
1. Identificazione del
preparato e della società che lo produce
2. Composizione -
informazione sugli ingredienti
3. Identificazione dei
pericoli
4. Misure di primo
soccorso
5. Misure antincendio
6. Misure in caso di
fuoriuscita accidentale
7. Manipolazione e
stoccaggio
8. Controllo
dell’esposizione / protezione individuale
9. Proprietà
fisico-chimiche
10. Stabilità e reattività
11. Informazioni
tossicologiche
12. Informazioni
ecologiche
13. Considerazioni sullo
smaltimento
14. Informazioni sul
trasporto
15. Informazioni sulla
regolamentazione
16. Altre informazioni
Simbologia di pericolo:
Pittogrammi
E questo è l’elenco dei
simboli con relative sigle e spiegazioni che potrai trovare sui flaconi dei
reagenti durante le attività di laboratorio.
|
|
Altamente tossico Pericolo:sostanze molto pericolose per la salute, per
inalazione, ingestione o contatto con la pelle, e che possono causare la
morte. Possibilità di effetti irreversibili da esposizioni occasionali,
ripetute o prolungate. Precauzioni: Evitare qualsiasi contatto e consultare
immediatamente un medico in caso di malessere. |
|
Estremamente
infiammabile Pericolo: 1. Liquidi con punto di infiammabilità inferiore a Precauzioni: Conservare lontano da qualsiasi fonte di
accensione. Pericolo: 2.Sostanze gassose infiammabili a contatto con
l’aria a temperatura ambiente e pressione atmosferica. Precauzioni: Evitare la formazione di miscele aria-gas
infiammabili e tenere lontano da fonti di accensione. |
|
|
Tossico : qualsiasi sostanza
chimica o materiale che sia stato provato causare danni acuti o cronici
all’organismo |
|
Facilmente
infiammabile: Pericolo: 1. Sostanze autoinfiammabili. Prodotti chimici
infiammabili all’aria. Precauzioni: Conservare lontano da qualsiasi fonte di
accensione. Pericolo: 2. Sostanze sensibili all’umidità. Prodotti chimici che a
contatto con l’acqua formano rapidamente gas infiammabili. Precauzioni: Evitare il contatto con umidità o acqua. Pericolo: 3.Liquidi con punto di infiammabilità inferiore a Precauzioni: tenere lontano da fiamme libere, sorgenti di calore
e scintille. Pericolo: 4. Sostanze solide che si infiammano facilmente
dopo breve contatto con una fonte di accensione. Precauzioni: Evitare qualunque contatto con fonti di accensioni. |
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Nocivo: Pericolo. Nocivo per inalazione, ingestione o contatto con la
pelle. Possibilità di effetti irreversibili da esposizioni occasionali,
ripetute o prolungate. Precauzioni: Non respirare i vapori ed evitare il contatto,
inclusa inalazione di vapori, e in caso di malessere consultare il medico. |
|
Comburente : Pericolo: Sostanze ossidanti che possono infiammare materiale
combustibile o alimentare incendi già in atto, rendendo più difficili le
operazioni di spegnimento. Precauzioni: Tenere lontano da materiale combustibile. |
|
|
Corrosivo : Pericolo: Prodotti chimici che per contatto distruggono sia
tessuti viventi sia attrezzature. Precauzioni: Non respirare i vapori e evitare il contatto con
pelle, occhi e indumenti. |
|
Esplosivo : Pericolo: Questo simbolo indica prodotti che possono
esplodere in determinate condizioni. Precauzioni: Evitare urti, attriti, scintille, calore. |
|
|
Irritante: Pericolo: Questo simbolo indica sostanze che possono avere
effetto irritante per pelle, occhi e apparato respiratorio. Precauzioni: Non respirare i vapori ed evitare il contatto con
pelle e occhi. |
|
Pericoloso per
l’ambiente: Pericolo: Sostanze nocive per l’ambiente acquatico (organismi
acquatici, acque) e per l’ambiente terrestre (fauna, flora, atmosfera), o che
a lungo termine hanno effetto dannoso. Precauzioni: Non disperdere nell’ambiente. |
RICORDATI DI:
1.
Non miscelare prodotti chimici diversi, se non espressamente
richiesto dalle procedure scritte
2. Mantenere separati gli
Acidi e le Basi
3. Mantenere gli infiammabili
separati dagli altri prodotti e lontano da possibili fonti di innesco (calore,
scintille; ecc…)
4. Qualora liquidi e solidi
siano depositati nello stesso armadio i liquidi devono essere posti in basso


GLI INCIDENTI in laboratorio- procedure per la limitazione del
danno.
L’incidente in ambito
lavorativo è un evento sempre possibile, per questo motivo bisogna evitare
reazioni non corrette che peggiorano la situazione.
Occorre invece:
o
Mantenere la calma;
o
Avvisare i propri superiori e i collaboratori di ciò che è
accaduto;
o
Adottare le procedure previste elaborate dai Dirigenti
Responsabili.
Per evitare reazioni istintive errate ti diamo alcune
indicazioni sul comportamento da seguire
Cosa fare se ............... ....... le mani
entrano in contatto diretto con i reattivi?
v Sciacquare subito con
acqua abbondante ed avvisare l’insegnante. Togliere eventuali indumenti
contaminati.
Cosa
fare se.......
ci si scotta con una piastra riscaldante o con un contenitore caldo?
v Sciacquare subito con
acqua fredda e chiamare l’insegnante che presterà le cure adeguate
Cosa
fare se
........ gli occhi entrano in contatto con i reattivi?
v Chiamare subito
l’insegnante che provvederà ad irrorarli immediatamente con il lavaocchi per 15
minuti, mantenendo le palpebre aperte durante il lavaggio.
Cosa
fare se........
si rovesciano reagenti sul piano di lavoro?
v Tamponare con carta
assorbente utilizzando guanti idonei.
Cosa
fare ........ in caso di incendio?
v Staccare la corrente
agendo sugli interruttori generali.
Cosa
fare se
........ si rompe un contenitore di vetro?
v La vetreria rotta non deve
mai essere raccolta con le mani nude, ma con guanti scopino e paletta.
Pertanto, non appena si verifica un incidente,
anche se piccolo, AVVISA SEMPRE
L’INSEGNANTE, che prenderà i provvedimenti più adeguati.
In laboratorio
◊ NON si deve correre
◊ NON si deve ingombrare con gli zaini lo spazio
intorno ai banconi di lavoro o in prossimità delle uscite
◊ NON si devono eseguire esperienze diverse da quelle
indicate dall’insegnante.
◊ NON si deve mangiare
◊ NON si deve fumare
◊ BISOGNA mantenere
sempre pulito e ordinato il piano di lavoro
◊ NON abbandonare la postazione di lavoro durante lo
svolgimento dell’esperienza.
◊ USARE adeguati
indumenti di protezione indicati dall’insegnante.
Per eliminare
i rifiuti in laboratorio osservare le seguenti regole:
◊ Gettare plastica, vetreria e carta negli appositi
contenitori. Tutto ciò che non è differenziabile deve essere gettato nei contenitori
che trovi sotto ogni bancone
◊ NON rimettere i prodotti non utilizzati nei
recipienti di provenienza
◊ Scaricare le soluzioni nel lavandino facendo scorrere
molta acqua e solo su autorizzazione del docente
NELL’USARE SOSTANZE CHIMICHE
◊ PRIMA DI USARE UN REAGENTE LEGGI BENE L’ETICHETTA
◊ NON toccare con le mani: preleva i reagenti solidi
con spatole o cucchiaini.
◊ NON maneggiare recipienti di grosse dimensioni,
soprattutto se contenenti acidi e basi concentrati.
◊ NON aprire più di un contenitore alla volta e fare
attenzione a non scambiare i tappi dei vari recipienti.
◊ NON utilizzare mai la bocca per aspirare liquidi
con una pipetta: utilizza un contagocce oppure pipette munite di aspiratore
◊ NON aggiungere mai acqua ad un acido, ma aggiungi
lentamente l’acido all’acqua
◊ NON usare acidi e basi concentrate: l’insegnante
predisporrà soluzioni opportunamente diluite.
◊ NON annusare né assaggiare con la bocca le sostanze
utilizzate

NEL RISCALDARE
UNA SOSTANZA
◊ Mentre si riscalda una sostanza evita di rivolgere
l’apertura della provetta verso il tuo viso o quello dei vicini.
◊ Quando devi scaldare un recipiente usa le apposite pinze
per evitare scottature.
◊ NON operare MAI con materiali infiammabili
come alcol e carta, vicino a un Bunsen acceso
◊ NON riscaldare mai sostanze infiammabili alla
fiamma.
◊ Ogni volta che si adopera il becco Bunsen bisogna
controllare che i rubinetti del gas vengano richiusi
◊ NON aprire il rubinetto lasciando uscire il gas
incombusto, né accendere il gas direttamente dai rubinetti
◊ NON lasciare mai il posto di lavoro mentre stai
scaldando una sostanza.
◊ Se lavori vicino a una fiamma, i capelli lunghi devono
essere raccolti con un elastico
QUANDO SI
USANO APPARECCHI ELETTRICI
◊ Controlla che gli apparecchi siano spenti quando si
inserisce la spina nella presa elettrica e che il piano di lavoro e le mani
siano asciutti.
◊ Nel collegare l’apparecchio disporre il cavo in modo che
non intralci il lavoro
◊ Spegnere gli apparecchi alla fine del lavoro.
◊ Prestare particolare attenzione quando usi apparecchi
elettrici in prossimità di liquidi conduttori (acqua) o facilmente infiammabili (alcool)
NEL MANEGGIARE
◊ Nel manipolare la vetreria verificare che non vi siano
incrinature: scartare i recipienti danneggiati anche lievemente
◊ NON forzare mai un tubo di vetro o un termometro
che fanno fatica a entrare o uscire da un tappo forato. Usa l’apposito
lubrificante.
◊ NON esporre mai la vetreria direttamente sulla
fiamma, ma interporre sempre una reticella
◊ NON afferrare mai con le mani la vetreria calda, ma
usare sempre le apposite pinze.
◊ EVITARE il contatto della vetreria calda con corpi
freddi ( potrebbe rompersi), ma lasciala raffreddare lentamente .

I
Dispositivi di Protezione Individuale: D.P.I.
Servono a proteggere da
situazioni potenzialmente dannose per la salute come versarsi liquidi
pericolosi sulle mani, il viso il corpo o respirare vapori tossici.
|
Protezione
mani |
guanti (di diversa tipologia a seconda
della lavorazione da effettuare) |
|
Protezione
occhi |
occhiali protettivi |
|
Protezione
viso |
calotta e visiera in policarbonato |
|
Protezione
corpo |
grembiule antiacido, camice monouso |
|
Protezione vie respiratorie |
maschera facciale filtrante (di diversa
tipologia a seconda della lavorazione da effettuare), maschera pieno facciale
con filtri universali |
N.B. Gli occhiali da vista
NON proteggono adeguatamente gli occhi: occorre indossare gli occhiali
protettivi sopra quelli da vista.
NORME DI COMPORTAMENTO
La
mancanza di informazioni e la disattenzione sono le cause principali degli
incidenti che si verificano nei laboratori chimici. E’ opportuno richiamare
l’attenzione sull’importanza di questo aspetto espressamente previsto dal
decreto legge 626/94.
Diritto del docente
Il diritto è dato dalla libertà di scelta sul tipo di esercitazione che intende
effettuare e di avere una struttura adatta alla esecuzione della sua attività
di laboratorio; è bene ricordare che il docente dovrà valutare la fattibilità
dell’esercitazione a priori e, qualora le difficoltà siano di difficile
soluzione nell’immediato, essere disponibile alla sostituzione
dell’esercitazione.
Dovere del docente
Il dovere esplicito del docente è quello di dare informazioni agli studenti
sulle operazioni che si svolgono in laboratorio e sulle norme specifiche di
sicurezza relative alle esercitazioni che si svolgeranno e i rischi ad esse
connessi.
Diritti dello studente
Ha il diritto di essere informato sui rischi e sulle norme di sicurezza e
comportamento intrinseci del laboratorio. Inoltre deve essere messo a
conoscenza dei mezzi e delle misure di protezione individuali attivate nei
laboratori ed in generale nella struttura scolastica.
Doveri dello studente
Lo studente ha il dovere di informarsi sui rischi e l’obbligo di ottemperare
alle norme di sicurezza previste e a tutte le norme di comportamento.
In caso di emergenza generalizzata
1.
Siamo in classe e stiamo assistendo alla lezione
2.
All'improvviso si sentono una serie di squilli di campanella.
3.
E' il SEGNALE D'ALLARME: ci avvisa che dobbiamo uscire
immediatamente perchè potrebbe esserci un incendio nell'edificio
4.
Abbandoniamo subito l'attività ed usciamo in modo ordinato
dall'aula seguendo la nostra insegnante.
5.
Ci mettiamo in fila indiana e seguendo il percorso
preventivamente programmato raggiungiamo le uscite di sicurezza le scale di
emergenza ed usciamo .
6.
Raggiungiamo i punti di raccolta
SEGNALETICA
DI EMERGENZA

In caso di
emergenza terremoto:
1.
Durante una scossa di terremoto, gli alunni si riparano sotto
il banco in attesa che cessi. Questo comportamento serve per evitare il rischio
di essere colpiti da calcinacci, lampadari...che cadono
2.
Cessata la scossa, gli alunni usciranno dall'aula, al seguito
dei compagni apri-fila, in fila indiana e tenendosi per mano, o ciascuno
appoggiando la mano sulla spalla del compagno che ha davanti. Un tale
comportamento, oltre ad impedire che eventuali alunni spaventati possano prendere
la direzione sbagliata o mettersi a correre, contribuisce ad infondere coraggio
3.
Gli alunni scendono ordinatamente le scale
4.
Gli alunni escono dall'edificio scolastico seguendo il
percorso preventivamente programmato
5.
Una volta all'esterno dell'edificio, ci si reca nel punto di
raccolta, in precedenza stabilito: lontano da alberi, edifici, pali...
IN CASO DI INCENDIO

Ø
Mantenere la calma
Ø
Se l'incendio si è sviluppato in classe (o in
altro ambiente), uscire chiudendo la porta.
Ø
Se l'incendio è in un altro ambiente e il fumo
rende impraticabile le scale e i corridoi chiudere bene le porte e cercare di
sigillare le fessure con panni possibilmente bagnati.
Ø
Aprire le finestre e chiedere soccorso
Ø
Se il fumo rende difficile la
respirazione, filtrare l'aria attraverso un fazzoletto, (meglio se
bagnato), sdraiarsi sul pavimento (il fumo tende a salire verso l'alto).
Ø Se disponibili, utilizzare
gli estintori.
GLI
ESTINTORI
Sono mezzi di pronto intervento per la tempestiva
estinzione dei principi di incendio. Sono costituiti da un robusto recipiente
metallico contenente la sostanza estinguente che viene lanciata contro il
fuoco, attraverso un dispositivi d'erogazione, dalla spinta esercitata da un
gas propellente in pressione. Il tipo più comune di estintori è quello a
"polvere". Esso contiene un miscuglio di polveri (bicarbonato di
sodio, polvere di marmo e terra di infusori, terra di tripoli o altre), che
conserverà per 5 anni la capacità di spegnimento.



USO DI CAPPE CHIMICHE REAGENTI
CHIMICI NEGLI ARMADI

STOCCAGGIO
GAS TECNICI IMPIANTO ELETTRICO TIPO ANTIDEFLAGRANTE


USCITE DI EMERGENZA COMPARTIMENTAZIONE (PORTE
REI 90)

CARTELLONISTICA


COPERTA ANTIFIAMME LAVAOCCHI